Suggestioni Simboliche

Cerere, Il Genio di Palermo, Santa Rosalia

Palazzo Pretorio è ricco di figure simboliche che sono state rappresentate nelle varie fasi di costruzione e di restauro dello stesso. Prima fra tutte l’aquila che compare in numerose forme rappresentative, poi la cornucopia che accompagna Cerere (dea della Sicilia), il Genio di Palermo che appare per ben tre volte (la statua detta ‘Palermu U nicu’, il bassorilievo sopra un’aquila della facciata, il dio barbuto della fontana Pretoria) e la patrona della città Santa Rosalia (la statua sopra l’ingresso principale, la cappella di Santa Rosalia, i dipinti in varie sale del palazzo)
Tutte queste figure sono accomunate per avere avuto nel tempo un ruolo di protezione della città di Palermo e dal luogo simbolico di culto a loro dedicato: Monte Pellegrino.
Il legame fra il Genio di Palermo e Cerere è strettissimo, entrambi sono accompagnati dal simbolo del serpente, dell’aquila, del cane e della cornucopia (Genio di Villa Giulia).
A palazzo Pretorio, al centro della parete più in vista confinante con la sala delle lapidi, c’è una lapide con il distico del poeta latino Giuseppe Delfino che elenca gli attributi della dea Cerere: ‘Anguem aquila atque canem , prudens, augusta, fidelis Palladis et Cereris dona Panormus habet’ ( serpente, aquila, cane favori di Pallade e Cerere donati a Palermo). Quindi Palermo è dotata di saggezza, prudenza, regalità e fedeltà secondo la simbologia degli animali descritti.
Il legame di interscambiabilità fra il Genio e Cerere è rafforzato anche dal fatto che la statua dello stesso nella fontana di Piazza Rivoluzione (che poi diventò simbolo di indipendenza civile durante il Risorgimento) fosse stata sostituita ad una statua della dea Cerere, che era nella nicchia di roccia in precedenza.
Una cosa interessante da notare è che Il serpente, il cane e il triscele, che appaiono nella statua del Genio di Villa Giulia, sono anche il simbolo del dio della medicina Asclepio e quindi sottolineano le capacità taumaturgiche legate al Genio.

Santa Rosalia che ha salvato Palermo dalla peste e la protegge, sarebbe simbolicamente complementare alla figura del Genio (antica divinità guaritrice) e a quella di Cerere (munifica grande madre), anche se la profonda devozione dei palermitani per la Santuzza è tutta un’altra storia.