L’OROLOGIO

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Le ore passano e non vanno sprecate

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L’orologio di Palazzo Pretorio fu acquistato dalla Giunta Comunale presieduta dal Sindaco Antonio Starrabba, marchese di Rudinì, il 20 agosto 1864. L’appalto di fornitura fu assegnato alla prestigiosa fabbrica di orologi da edificio di Armand-Francoise Collin.
Armand-Francoise Collin (Parigi, 5 settembre 1822 – 12 maggio 1895), fu uno dei più illustri orologiai francesi del XIX secolo ed ha costruito orologi per chiese ed edifici pubblici della Francia e dell’Europa (Cattedrale di Notre-Dame, Chiesa di S. Agostino, Chiesa della Trinità, Museo del Louvre, torre del municipio di St. Germain l’Auxerrois).
L’orologio si trova all’interno di un oculo aperto al centro della facciata principale dell’edificio.
Suona ogni 15 minuti, fornendo su una campana una successione di rintocchi numericamente corrispondenti all’ora, e su un’altra, di timbro diverso, 1 colpo per il primo quarto, 2 per la mezza, e 3 per il terzo quarto. In tal modo si rende agevole la conoscenza dell’ora, senza la necessità dell’osservazione diretta del quadrante. Il quadrante è in vetro reso traslucido mediante smerigliatura, e reca dipinto il disco orario con cifre ordinali romane disposte radialmente.
Sotto il quadrante dell’orologio è scritta l’epigrafe ‘Pereunt et imputantur ‘Le ore passano e non vanno sprecate’ che esorta a dare il giusto valore al tempo.
Ai due lati del quadrante vi sono due grifoni, animali mitologici considerati nell’antichità custodi di tesori. In questa sede sono posti a guardia delle ore, invitando i governanti a fare buon uso del tempo a tutto vantaggio della cosa pubblica.
Il 4 settembre del 2014 il più antico orologio in funzione a Palermo è stato restaurato, tornando a scandire le ore dopo 30 anni di stop.