IL PALAZZO

L’architettura

La forma originale di Palazzo Pretorio nel XV sec. era quella di un parallelepipedo isolato sul piano e corredato da una torre merlata posta nell’angolo sud-occidentale (oggi su via Maqueda). L’ingresso principale era quello a meridione rivolto verso il piano di San Cataldo (oggi piazza Bellini). All’ingresso principale era posta la statua dei Litiganti Ignudi, copia romana di atleti greci di cui oggi ci resta solo un esemplare ( conservato nella sala Garibaldi).
Fra il XVI e XVII secolo vennero aggiunti all’edificio il primo piano e il piano nobile (sala Senatoria, oggi Sala Gialla, e Sala Montalbo). Nel palazzo per adeguarsi ai gusti della nuova classe nobiliare si aprì un cantiere che durò quasi un secolo. L’ampliamento interessò fondamentalmente due lati dell’edificio: quello settentrionale e quello occidentale.
Il prospetto settentrionale diventava la sede dell’ingresso principale su piazza Pretoria, dove nel 1574 era stata collocata una maestosa fontana. Nel prospetto occidentale che dal 600’ affacciava su via Maqueda si apriva un portone che immetteva direttamente nell’appartamento del Pretore a cui veniva aggiunta una cappella privata.
Dopo il terribile terremoto del 1823 vennero fatti interventi di restauro ma il degrado, soprattutto all’esterno, rimase fino all’unità d’Italia. Con l’Unità d’Italia del 1861, si costituì a Palermo il primo consiglio comunale eletto direttamente dai cittadini su base censuaria, senza il diritto di voto per le donne. Il primo Sindaco del nuovo governo comunale fu Salesio Balsano.
Negli anni 70’ dell’ottocento per rendere organico l’aspetto del palazzo comunale, che si presentava con una sovrapposizione disordinata di stili architettonici, venne incaricato l’architetto Giuseppe Damiani Almeyda.
L’architetto del Comune Almeyeda intervenne sul prospetto settentrionale che era stato gravemente danneggiato dal terremoto del 1823. La facciata fu modificata con quattro ordini di finestre simmetriche e pareti di finto bugnato color ocra in stile neoclassico.Sul cornicione fu collocata la statua della patrona della città, Santa Rosalia, di Carlo D’Aprile (1661), al di sotto un orologio proveniente da Parigi (1864) e in cima all’edificio, ai quattro angoli, quattro aquile in cemento, stuccate ad imitazione del marmo da Domenico Costantino.
Anche l’atrio e lo scalone d’onore vennero modificati. L’atrio originariamente a cielo aperto venne dotato di copertura in ferro e vetro per dare luminosità all’ambiente e valorizzare la ricchezza delle decorazioni con targhe marmoree e lapidi alle pareti. Si costruì anche l’elegante scalone in marmo costituito da tre rampe che porta al piano nobile. ll portale di accesso della corte interna è quello disegnato da Paolo Amato nel 1691, costituito dall’antico portale barocco sorretto da due colonne a spirale.
A causa dell’abbassamento della piazza Pretoria rispetto al piano stradale delle zone limitrofe, si accordò la piazza alla via Maqueda con un’ampia gradinata, al cui accesso furono collocate nel 1877 due sfingi in marmo di Billiemi, opera dello scultore Domenico Costantino.